Un po' di storia...

 

Per raccontare la storia della Fondazione Franchin Simon Onlus, si deve partire dal

descrivere la vita dei coniugi Graziella ed Angelo Franchin.

 

Parte da lontano la loro avventura assieme: lui neanche ventenne, lei poco più che una

ragazzina adolescente, era a fine degli anni sessanta.

Angelo racconta quanto difficile è stato il periodo del militare e che utilizzava le sue licenze

per correre dalla sua Graziella.

 

Dopo qualche anno (1975) convogliarono a giuste nozze, non senza qualche sacrificio,

lui sempre sul camion in giro per il mondo e lei a fare l’operaia, che con i primi soldi si è

comprata una “lussuosa” Fiat 126.

La nascita di Simon

Finalmente nel 1976, Graziella rimane in dolce attesa, ed il 20 agosto dello stesso anno viene alla luce Simon: durante il parto, avvenuto presso l’Ospedale di Cologna Veneta (paese natio di Graziella), i medici, utilizzando il forcipe, lesionarono irrimediabilmente il cervello e tutta la vita di Simon. 

 

Angelo e Graziella erano giovanissimi (26 anni lui e 22 lei) e subito non si resero neanche conto della irreversibilità della cerebropatia di Simon: hanno sperato a lungo che attraverso gli interventi degli specialisti e un’attività motoria propedeutica le conseguenze di quel tragico evento potessero essere limitate e comunque non tali da compromettere la sua crescita.

 

 

Giustizia per Simon e un sogno per aiutare gli altri

La caparbietà e la tenacia sono caratteristiche delle persone forti: come tali Angelo e Graziella non si sono persi d’animo, ma anzi hanno iniziato a chiedere giustizia per quella Vita compromessa, non dalla fatalità ma da un errore.

 

All’inizio del lunghissimo iter giudiziario, la giovane coppia si promise reciprocamente che, se con l’aiuto di Dio avessero vinto il processo, avrebbero dedicato il risarcimento per costruire strutture per ragazzi con disabilità.

 

L’esposto per l’errore commesso dai medici, fu archiviato dopo tre anni. Intentarono allora una causa civile contro l’Ulss di Legnago, e la vinsero quando Simon aveva 19 anni in prima istanza a Verona, quindi in appello a Venezia ed infine in Cassazione a Roma.

 
 
La cooperativa sociale a Montagnana

Nel frattempo i due genitori si erano resi conto che il mondo attorno alle persone con disabilità era molto difficile. All’interno del territorio montagnanese mancava una cooperativa sociale per i ragazzi con disabilità dopo l’obbligo formativo, così assieme ad altri genitori decisero di unirsi dando vita ad una Cooperativa Sociale (1994) all’interno del Palazzo Chinaglia a Montagnana.

 

Il luogo oltre ad essere dotato di grandi spazi verdi, disponeva di molti terreni circostanti, ed Angelo e Graziella pensarono che quello sarebbe stato il posto giusto per dare corpo al loro sogno di costruire Comunità Alloggio per persone con disabilità.

 

Nel 1999 al compimento dei ventitre anni di Simon, terminato con esito positivo l’iter processuale, la famiglia fu risarcita con un importante indennizzo.

La creazione della  fondazione

La promessa che si erano fatti doveva essere mantenuta: fondarono il 19 febbraio 1999 la “Fondazione Franchin Simon  Onlus”, a cui convogliarono il patrimonio ricevuto nell’indennizzo, dedicato esclusivamente alla progettazione, realizzazione e gestione di strutture residenziali e semiresidenziali per persone disabili.

 

I problemi come spesso accade non si fecero attendere. Il terreno adiacente al Palazzo Chinaglia era incedibile e per di più vincolato dalle Belle Arti, ma la costanza e l’esperienza a volte possono rimediare a tutto.

 

L’Ipab che ne è proprietaria assegnò il complesso del Palazzo Chinaglia in comodato d’uso alla Fondazione e finalmente la famiglia Franchin ha potuto iniziare a concretizzare il desiderio di una vita: poter costruire il futuro di Simon e di tante persone come lui.

 
La prima Comunità alloggio per disabili

Se nel Palazzo Chinaglia continuava l’attività del Centro Diurno “La Villa”, nel 2000 si è potuta inaugurare nell’ex casa del custode, la prima Comunità Alloggio (“L’Alveare”) di tutto il territorio dell’Ulss 17, che accoglie dal maggio dello stesso anno 10 persone con disabilità.

 

Nei diecimila metri quadri del terreno circostante Palazzo Chinaglia, nel frattempo cominciava a prendere una definizione precisa la nuova struttura che Angelo e Graziella avevano sempre pensato: tra viaggi a Venezia alle Belle Arti, in Regione e presso i vari uffici del Comune di Montagnana, finalmente nel mese di giugno del 2003 arrivò la tanto attesa Concessione Edilizia che dette il via alla costruzione esemplare di una struttura moderna e funzionale le Comunità Alloggio “L’Arcobaleno” ed “Il Giardino” di 2225 metri quadri, inaugurata il 1° maggio 2005, e che è diventata la “casa” di venti persone con disabilità.

 

 
Una struttura a supporto dei malati psichiatrici

Nel 2006 dopo un attenta analisi delle esigenze territoriali, nasce la necessità di creare una struttura per persona con malattia psichiatrica: in una struttura adiacente ai terreni circostanti Palazzo Chinaglia l’8 gennaio 2008, si attiva la Comunità Alloggio con 10 posti letto “Il Sorriso”.

 

Prima della definizione dell’attuale Piano di Zona territoriale (2010 – 2015) da un’attenta analisi dei bisogni eseguita in collaborazione don l’Azienda Ulss 17, nasce l’esigenza di progettare altri venti posti letto per persone adulte con disabilità. La vecchia Palestra Bellini è l’edificio identificato sul quale partire per costruire le nuove Unità d’Offerta.

 

Nel giugno 2011 vengono inaugurate le Comunità Alloggio “La Betulla” e “La Quercia”, che vengono attivate nel mese di marzo 2012.

 

Attualmente quindi la Fondazione Franchin Simon Onlus gestisce un servizio semiresidenziale per persone adulte con disabilità che accoglie venti utenti, una Comunità Alloggio per dieci persone con malattia psichiatrica e cinque Unità d’Offerta residenziali per persone adulte con disabilità con a disposizione cinquanta posti letto.

 

In questi anni oltre a rispondere ai bisogni del territorio dell’Azienda Ulss 17 la Fondazione ha accolto ed accoglie presso le proprie strutture residenziali  anche utenti di altri territori della Regione Veneto e non solo:

  • Azienda Ulss 3 di Bassano;

  • Azienda Ulss 5 di Vicenza;

  • Azienda Ulss 10 di San Donà di Piave;

  • Azienda Ulss 18 di Rovigo;

  • Azienda Ulss 19 di Adria;

  • Azienda Ulss 20 di Verona;

  • Azienda Ulss 21 di Legnago;

  • Azienda Sanitaria n°4 Friuli Centrale;

  • Azienda USL di Ferrara.

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